Morbo di Dupuytren: sintomi e cure.

Dupuytren era un barone francese vissuto a cavallo tra il 1700 e il 1800. Svolse la sua attività di chirurgo presso l’ Hotel-Dieu di Parigi raggiungendo un notevole successo. Il suo nome è legato ad una particolare malattia che in seguito prese il suo nome; osservando le mani del suo cocchiere notò una strana anomalia: le dita erano costantemente flesse verso il palmo ed egli non riusciva ad estendere completamente la mano. All’ inizio il medico pensò che la causa fosse la continua posizione assunta dall’ uomo costretto ad impugnare le redini del cavallo. In seguito si scoprì che le cause erano diverse.

Oggi il morbo di Dupuytren è una delle malattie più frequenti a livello della mano ma le cause che portano alla nascita di questo patologia non sono ancora del tutto chiare. Si pensa ad una certa predisposizione ereditaria ma sicuramente alcuni fattori esterni ne aggravano e ne accelerano gli effetti degenerativi: l’ eccessiva assunzione di alcol, il diabete mellito, l’ epilessia o l’ hiv possono essere considerate concause.
Il morbo di Dupuytren colpisce prevalentemente gli uomini di razza caucasica al di sopra dei 50 anni, spesso bilateralmente. Le dita maggiormente coinvolte nel processo degenerativo sono l’ anulare e il mignolo. Ad uno stadio iniziale la malattia provoca l’ insorgenza di piccoli noduli sottocutanei asintomatici. La malattia progredisce in modo discontinuo, le fasi si susseguono e possono durare anche diversi anni senza purtroppo mai migliorare.

Morbo di Dupuytren

Morbo di Dupuytren

Successivamente si ha un irrigidimento e una retrazione dell’ aponeurosi palmare con la formazione di veri e propri cordoni che portano alla flessione palmare delle dita. La funzionalità della mano viene compromessa: diventa difficile chiudere ed aprire le dita o afferrare oggetti.
Per curare questa patologia possiamo seguire due strade: quella farmacologica o quella chirurgica. La prima viene prediletta quando la situazione non è ancora molto grave. Il medico specialista inietta degli enzimi che hanno la funzione di ammorbidire l’ ispessimento dell’ aponeurosi palmare facendo tornare la completa mobilità alla mano. Questa tecnica di nuova generazione permette tempi di guarigione molto più rapidi ed essendo molto meno traumatica sotto il punto di vista psicologico, viene oggi spesso consigliata dal medico specialista. Il trattamento chirurgico viene scelto invece quando la situazione è più grave: quando la flessione delle dita ha raggiunto gradi importanti (più di 30) il chirurgo ortopedico può eseguire un’ aponeurectomia che consiste nell’ asportazione della parte di aponeurosi degenerata ed irrigidita a causa del morbo.
Il trattamento chirurgico richiede un’ ospedalizzazione di circa un paio di giorni e il piano riabilitativo consiste in esercizi fisioterapici per la ripresa completa della mobilità articolare. Tra le complicanze più frequenti troviamo la recidiva: può succedere che la patologia insorga nuovamente dopo un certo intervallo di tempo sia nella zona sottoposta ad intervento chirurgico sia in altra sede. Un altro problema potrebbero essere gli edemi e l’ infezione della zona operata: per questo è fondamentale effettuare una perfetta medicazione dopo l’ intervento con bendaggi leggermente compressivi uniti a drenaggi in aspirazione per togliere l’ edema.

 

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