Ernia inguinale – Trattamento e cura

Ernia inguinale – Trattamento e cura

ernia inguinale

L’ernia è la fuoriuscita di un organo dalla sua posizione normale. Nel caso specifico dell’ernia inguinale, l’intestino tenue si sposta attraverso il canale inguinale a causa del cedimento di un punto debole dei muscoli addominali. Esistono due tipi di ernia inguinale: diretta e indiretta. La prima è causata da un indebolimento del tessuto connettivo nei muscoli addominali, mentre la seconda è dovuta a un fattore congenito e colpisce principalmente gli uomini.

Inizialmente, l’ernia inguinale può non causare alcun sintomo, ma con il passare del tempo, può diventare più evidente e causare dolore addominale e bruciore durante l’attività fisica o il sollevamento di pesi. Inoltre, può manifestarsi una sensazione di debolezza e un rigonfiamento addominale.

Se l’ernia diventa particolarmente grande e si blocca nell’inguine o nello scroto, si parla di ernia incarcerata. Se l’afflusso di sangue all’intestino tenue viene interrotto, si parla invece di ernia strozzata, che può causare nausea, vomito, aumento della frequenza cardiaca, febbre e forte dolore. Questo tipo di ernia deve essere ridotto il più rapidamente possibile, poiché può portare a peritonite e, in casi estremi, alla morte del paziente.

Le ernie inguinali possono essere causate da diversi fattori, tra cui sovrappeso, lavori pesanti, strappi muscolari, stitichezza e sedentarietà. Inoltre, una predisposizione genetica può contribuire all’insorgere di questo disturbo.

TECNICHE CHIRURGICHE

Il trattamento principale per le ernie inguinali è la chirurgia, che oggigiorno è un’operazione relativamente semplice e può essere eseguita in regime di day-hospital. Se l’ernia è di piccole dimensioni, l’operazione può essere programmata, mentre nei casi gravi, va eseguita d’urgenza. Ci sono due tipi di intervento chirurgico: la tecnica chirurgica tradizionale, eseguibile con anestesia locale, spinale o generale, che comporta un’incisione a livello inguinale e la riposizionamento dell’ernia nella sua sede addominale, seguita dalla chiusura del foro di uscita con una protesi.

La seconda tecnica è quella laparoscopica, che si esegue in anestesia generale e viene scelta quando ci sono recidive operate con la tecnica tradizionale, ernie bilaterali e di dimensioni non molto elevate. In questo caso, si inserisce un tubo di piccolo calibro nell’addome attraverso piccoli fori e si utilizza una telecamera collegata a un monitor per riparare l’ernia usando reti sintetiche, utilizzando strumenti appositi.

LA TECNICA CONSERVATIVA

Le mutande contenitive per ernie inguinali sono un’alternativa non chirurgica utile per evitare la fuoriuscita dell’ernia. Grazie ai cuscinetti posizionati nella zona inguinale, queste mutande svolgono una funzione meccanica importante. Le mutande sono costruite con elastici robusti, che possono essere scelti in base alla gravità della patologia e al grado di sopportazione del paziente. Inoltre, i rinforzi situati nella zona inguinale contribuiscono ad aumentarne l’efficacia. Le taschine interne permettono l’alloggiamento di cuscinetti anatomici di varie forme e dimensioni. Per ottenere i migliori risultati, le mutande contenitive dovrebbero essere indossate già la mattina prima di raggiungere la posizione eretta e tenute per tutta la giornata.

TERAPIA FARMACOLOGICA

Oltre alla terapia chirurgica, anche quella farmacologica può essere utile per alleviare i sintomi dell’ernia, come il dolore e lo stato infiammatorio. Il medico può prescrivere farmaci specifici per questo scopo. Inoltre, per prevenire la stipsi, che può essere una causa dell’ernia, è consigliabile seguire una dieta leggera e ricca di frutta, verdura e acqua. Mangiare frequentemente, ma in piccole quantità, può aiutare a diminuire la pressione addominale.

È importante sottolineare che, sebbene l’ernia inguinale possa sembrare una condizione banale, se non trattata adeguatamente, può causare complicazioni serie come ostruzione intestinale, strangolamento dell’ernia e necrosi del tessuto protruso. Pertanto, non si dovrebbe trascurare questa condizione e si dovrebbe cercare il trattamento il prima possibile.

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