Le varici

Immaginiamo le vene come dei tubi con al loro interno delle valvole a coda di rondine. Queste valvole hanno la funzione di far scorrere il sangue solo in un senso e cioè dal basso verso l’ alto. Quando le pareti delle vene perdono la loro originaria consistenza, si indeboliscono e le valvole non riescono più a contrastare la forza di gravità che spinge il sangue verso il basso. In questo modo si hanno dei reflussi e si instaura una situazione patologica: le vene varicose per l’ appunto.

Le varici

Le vene più colpite da questa patologia sono quelle che percorrono gli arti inferiori. Assumono un aspetto allungato e dilatato come un cordone nodoso. Le cause di insorgenza sono legate alla predisposizione genetica, al tipo di attività svolta, al sesso di appartenenza (ne sono più colpite le donne), alle gravidanze e allo stile di vita.

Le persone più soggette a questa malattia sono quelle con età compresa tra i 50 e i 60 anni con una prevalenza per il genere femminile con un rapporto di 4 a 1 rispetto a quello maschile.


I sintomi più lievi che spesso accompagnano le varici sono un senso di pesantezza ed un gonfiore alle gambe, a piedi e alle caviglie. Un formicolio o un prurito agli arti inferiori, spesso accompagnato da crampi notturni, è un campanello d’allarme.. Quando la situazione peggiora le complicazioni possono essere gravi portando a flebiti, trombosi, embolie polmonari e ulcere.

CURARE LE VARICI

Per scegliere quale cura adottare per risolvere il problema occorre in primo luogo fare una visita dal medico specialista che generalmente richiede un ecocolordoppler. L’ecocolordoppler è un esame molto utile, non doloroso e non invasivo. Esso serve per valutare i segni clinici e per capire meglio la situazione generale. Quest’ ultimo ci permette di capire a che livello anatomico esiste il problema indicandoci il lume delle vene, dove e a che profondità esistono dei danni. Inoltre ci indica dove avvengono i reflussi e quale è la loro sede e lunghezza.

TRATTAMENTO

Per trattare le varici possiamo scegliere due strade, quella conservativa e quella chirurgica. La prima viene effettuata con la somministrazione di farmaci, spesso di origine vegetale (fitofarmaci) che hanno la funzione di alleviare i sintomi tramite la riduzione degli edemi e migliorando la circolazione. Oltre alle medicine viene anche utilizzata l’ elasto-compressione tramite le calze terapeutiche.

La via chirurgica diventa indispensabile quando la situazione è grave e il rischio di incorrere in complicanze è elevato. Le tecniche più utilizzate sono quelle mini invasive e cioè lo stripping (totale o corto), la legatura e il laser endovascolare. Sono operazioni che vengono svolte in anestesia locale e la dimissione del paziente avviene dopo poche ore dall’ intervento.


Un’ altra tecnica utilizzata, spesso per curare i capillari, è la scleroterapia. Consiste in iniezioni fatte con intervalli di qualche giorno l’ una dall’ altra con farmaci schiumosi che vanno ad occludere, che fanno prosciugare le vene. L’utilizzo di calze elastiche o di bendaggi facilita la chiusura della vena operata.

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Infine per poter prevenire le vene varicose e i pericoli che ne concorrono è utile svolgere attività fisica, cercare di camminare per almeno mezz’ ora al giorno oppure scegliere uno sport come il nuoto. Se svolgete un’ attività lavorativa che vi costringe per diverse ore in stazione eretta cercate di indossare delle calze contenitive da almeno 15 mmHg che favoriscano il flusso del sangue verso l’ alto. Un altro suggerimento è quello di alzare il letto di circa una decina di centimetri a livello dei piedi per favorire il ritorno del sangue verso il cuore. Mangiare frutta e verdura e ingerire molti liquidi durante la giornata.

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