L’ epicondilite

L’ epicondilite è la patologia meglio conosciuta come “gomito del tennista”. In realtà i soggetti che spesso ne vengono colpiti non sono assidui giocatori ma persone che fanno largo uso delle braccia. Ne sono quindi coinvolti meccanici, lavandaie e chi spesso sta al computer mantenendo la stessa errata posizione. Ogni attività ripetitiva che coinvolge la prono-supinazione o l’ estensione del polso e il sollevamento continuo di carichi eccessivi può causare un’ infiammazione del tendine.

E’ una malattia abbastanza invalidante che colpisce generalmente persone con età compresa tra i trenta e i cinquant’ anni. Essa ha un decorso che va dalle poche settimane fino a due anni. Se non viene rapidamente preso qualche rimedio può portare alla perdita della funzionalità del braccio e tende anche a cronicizzare.

I sintomi sono di facile individuazione ed inizialmente sono:

  • Algia durante l’ uso dell’ articolazione del polso
  • Dolore e gonfiore che generalmente aumenta durante le settimane successive in prossimità del epicondilo laterale
  • Impossibilità a far presa e tenere in mano vari oggetti anche per un senso di debolezza del braccio
  • Il dolore può prolungarsi anche verso l’ avambraccio

Il medico può diagnosticare tale patologia mediante palpazione diretta e valutando se è presente tumefazione nella sede del gomito. Può inoltre prescrivere altri esami come la radiografia per valutare se sono presenti calcificazioni, un’ elettromiografia per escludere la compressione del nervo oppure una risonanza magnetica per accertarsi non sia presente un’ ernia del disco a livello cervicale o un’ artrite.

COME COMPORTARSI IN CASO DI EPICONDILITE

L’ epicondilite in un’ altissima percentuale di casi guarisce spontaneamente, occorre limitare il più possiblile l’ uso dell’ arto interessato. Alcuni semplici consigli da seguire sono:

  • Scaldare bene il muscolo prima di iniziare l’ attività sportiva
  • In caso di dolore massaggiare con la borsa del ghiaccio la zona dolente per circa una ventina di minuti per più volte al giorno.
  • Utilizzare degli antidolorifici e antinfiammatori.
  • Utilizzare cinturini per epicondilite

L’ intervento chirurgico dovrebbe essere preso in considerazione solamente nei casi più gravi.

cinturino-epicondilite

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Classico cinturino per epicondilite: il cinturino deve essere posizionato nella maniera corretta per essere efficace.

Tenerlo a circa due – tre centimetri dalla riga del gomito con il pressore che spinge appena più sotto dell’ inserzione del tendine. Fate il pugno e solo a questo punto potrete allacciare con il velcro il vostro cinturino.

 

 

 

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