La tallonite

La tallonite è un’ infiammazione localizzata nella parte posteriore del piede. Le strutture anatomiche generalmente coinvolte in questa patologia sono l’ aponeurosi plantare, l’ inserzione del tendine di Achille ed il calcagno. La tallonite coinvolge uno, ma molto più spesso entrambi gli arti. I fattori scatenanti solo vari: il sovrappeso o addirittura l’ obesità contribuiscono di frequente all’ insorgere della patologia; oppure l’ utilizzo di calzature non adeguate come le scarpe antinfortunistiche di bassa qualità o le scarpe con tacchi troppo bassi o rigidi come quelli in cuoio. Un’ altra causa può essere la conformazione del piede: spesso il piede cavo, piede con un eccessivo sollevamento della volta longitudinale, è più soggetto a talloniti in quanto il peso corporeo dell’ individuo grava maggiormente sul retropiede e sulle teste metatarsali. La tallonite può anche essere secondaria ad altre patologie: per esempio le fasciti plantari, le borsiti, la gotta o l’ artrite reumatoide. Le persone più colpite hanno in media un’ età compresa tra i 20 e i 40 anni (sia uomini che donne) ma non sono rare talloniti anche in età più avanzata.

la tallonite

Gli sportivi sono una delle categorie più a rischio ed in particolare i calciatori, i pallavolisti, i giocatori di basket ed i runners. Il continuo correre o saltare su terreni rigidi può causare dei microtraumi ripetuti (se non addirittura microfratture) che con l’ andare del tempo porta a forti dolori.

La sintomatologia della tallonite è quella tipica delle infiammazioni: dolore spesso localizzato ma poi diffuso e quindi anche gonfiore. I momenti più critici si hanno al risveglio appena si appoggia il piede a terra: il dolore tende gradualmente ad alleviarsi per poi tornare a riacutizzare durante la giornata. Oppure il dolore sorge dopo un prolungato periodo nel quale si è stati seduti e poi ci si rialza.

La tallonite tende a guarire spontaneamente nel giro di dieci, quindici giorni ma se non passa spesso cronicizza. Per curare la tallonite occorre in primo luogo intraprendere un periodo di riposo prolungato nel quale va assolutamente interrotta qualsiasi attività sportiva. Occorre massaggiare per tre o quattro volte al giorno la parte dolorante con del ghiaccio. E’ utile iniziare ad indossare calzature adeguate evitando tacchi particolarmente alti o rigidi, tenendo presente che l’ altezza corretta consigliata è di 2.5-3 cm per l’ uomo e 3.5-4 cm per la donna. In fase acuta, quando il dolore è ancora elevato, è consigliabile l’ uso di talloniere in silicone per ammortizzare l’ urto sul calcagno che si ha durante la deambulazione. Visto che questi ausili non hanno particolari controindicazioni ma anzi danno un ottimo confort, utilizzarli anche durante l’ attività sportiva o nella vita di tutti i giorni non è mai un male.

Il medico curante potrebbe prescrivere degli antinfiammatori, consigliare della fisioterapia o dello stretching, Nei casi più gravi occorre fare delle infiltrazioni o addirittura intervenire chirurgicamente. Se sappiamo di avere una particolare conformazione del piede (come il piede piatto o il piede cavo per esempio) è utile adottare anche l’ uso di plantari su misura per evitare il sovraccarico del tallone. Se la corsa è la nostra passione, farsi confezionare dei plantari su misura per sportivi con materiali specifici per evitare proprio questi gravi e purtroppo frequenti problemi.

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